Approfondimenti

Lavis e la Ferrovia Trento – Malé

Dal 14 settembre 1909 la borgata di Lavis è stata servita ininterrottamente dalla Ferrovia Locale Trento – Malé: in quella data iniziava il servizio pubblico fra Trento e Cles (il tratto Cles – Malé sarebbe entrato regolarmente in servizio il successivo 12 ottobre).

Già dal lontano 1859 Lavis dava nome ad una stazione della ferrovia Verona – Bolzano situata a Nord-Ovest, abbastanza distante rispetto al paese, in località Zarga.

Alla fine dell’Ottocento, grazie all’illuminato podestà di Trento, Paolo Oss Mazzurana, e ai suoi successori (in particolar modo, Antonio Tambosi) fu proposta e progettata una rete di “ferrovie economiche” avente lo scopo di collegare il capoluogo trentino con tutte le principali vallate. La borgata di Lavis giocava un ruolo di primo piano in questo progetto in quanto, in una fase più avanzata, poteva diventare stazione di diramazione per due linee, una verso Mezzolombardo e le valli di Non e di Sole, l’altra verso le valli di Cembra e Fiemme.

Come noto, per varie vicissitudini politiche ed economiche, fu realizzata solo la Trento – Malé.

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IL TRASPORTO MERCI SULLA FERROVIA TRENTO – MALE’

Come la maggior parte delle ferrovie e delle tranvie extraurbane realizzate nell’Ottocento e nel Novecento, pure la Ferrovia Trento – Malé fu progettata e realizzata per potere trasportare persone e merci.  Oggi (2017), questa ferrovia svolge esclusivamente un servizio viaggiatori anche se, in modo sporadico e molto limitato, ancora tratta un piccolo servizio merci a collettame tra le stazioni in cui è presente un operatore nelle biglietterie.

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L’AUTOBUS FIAT 418

Il Fiat 418 può essere considerato il primo autobus urbano “moderno”, grazie ad un motore per l’epoca potente, al cambio automatico con buona efficienza che equipaggiava la maggior parte dei modelli (ma non quello esposto) e soprattutto grazie ad una innovativa distribuzione delle masse. Il veicolo si distinse subito dopo la sua immissione in servizio per una agilità nel traffico urbano nettamente migliorata rispetto ai suoi predecessori, pur mantenendo una elevata capacità di carico.

Il motore da 194 CV di potenza (9816 cc di cilindrata) fu collocato in posizione centrale, vicino al baricentro del veicolo e disposto “a sogliola” ossia con i cilindri orizzontali, contribuendo all’abbassamento del baricentro.

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L’AUTOBUS FIAT 626

Il FIAT 626 è un bell’esempio di meccanica italiana. La produzione ebbe inizio intorno al 1938 sulla base di un progetto intelligente che stabiliva che vari componenti (motore, cambio, differenziale, balestre, ecc.) fossero intercambiabili con altri modelli sia della FIAT che di altre case costruttrici italiane.

Questa caratteristica riguardava soprattutto i supporti e gli attacchi al telaio, indipendentemente dal sottogruppo in sé. Emerge quindi chiaramente la grande flessibilità dal punto di vista della manutenzione e comunque questa caratteristica facilitò e stimolò molti piccoli costruttori/assemblatori che costruirono veicoli partendo dalle componenti che occasionalmente si trovavano sul mercato, anche dell’usato.

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L’AUTOBUS ITALIANO, CENNI STORICI

Il progresso dell’autobus italiano è caratterizzato dall’evoluzione della meccanica con la quale va di pari passo.

I 3 principali sottosistemi che si evolvono dagli albori (inizio del ‘900) fino al 1995 circa sono il motore, la trasmissione di potenza alle ruote e il sistema carrozzeria-telaio. Si è citato il 1995 perché intorno a quell’anno la costruzione dell’autobus conobbe una massiccia applicazione dell’elettronica di bordo.

Un elemento costante che ha sempre caratterizzato il settore è la passione e l’orgoglio con cui gli addetti ai lavori, autisti e meccanici, lo svolgevano. Non è chiaro il motivo, forse l’idea del movimento, la bellezza della meccanica, comunque gli addetti ai lavori erano molto legati alla loro attività ed all’orgoglio di svolgerla con sempre migliore arte e professionalità.

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La stazione di Mezzana

Nella seconda metà dell’Ottocento, alcuni amministratori illuminati del Trentino compresero l’importanza che avrebbe potuto avere, per la crescita civile ed economica del territorio, una ferrovia che collegasse Trento con le Valli di Non e di Sole.

Paolo Oss Mazzurana, allora Podestà di Trento, diede concreto avvio alla costruzione della nuova linea lungo un tracciato realizzato in gran parte sulla sede stradale, che venne inaugurato, nel percorso originario tra Trento e Malè, l’11 ottobre del 1909.
Già allora il progetto di prolungamento della ferrovia fino a Mezzana e, ancora oltre, fino a Fucine era nei programmi lungimiranti dell’impero austroungarico già ai primi del ‘900 e furono, purtroppo, le vicende storiche a non permetterne la concretizzazione.

Dopo la seconda guerra mondiale, viste le cattive condizioni della ferrovia, furono in molti a proporne la chiusura e la sostituzione del servizio con mezzi su gomma. Chi si oppose a tale soluzione ebbe, fortunatamente, la meglio.

Occorsero diversi anni per la sua completa ricostruzione e il 14 dicembre 1964, fu inaugurata la nuova linea ferroviaria costruita interamente in sede propria, con l’entrata in esercizio di nuovi elettrotreni.

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TtrAM Archivio & Museo

A distanza di oltre 100 anni dalla realizzazione della linea Trento-Malé, di oltre 90 dalla nascita della Società Automobilistica Atesina, realtà che hanno trovato seguito nelle attività coordinate dalla Provincia Autonoma di Trento attraverso le Società Trentino trasporti e Trentino trasporti Esercizio, possiamo senz’altro sostenere che il processo di sviluppo e rinnovamento delle infrastrutture, dei mezzi e delle tecniche di produzione del trasporto non si sia mai fermato, così da rendere oggi disponibile un sistema in grado di fornire un servizio efficiente, a sostegno della
celebrata vivibilità di questo territorio.

Se numerosi sono stati i progetti realizzati, altre sfide saranno affrontate nel prossimo futuro; una su tutte, il raddoppio e prolungamento della ferrovia Trento-Malé da Lavis a Mattarello, quale infrastruttura a servizio del trasporto urbano di Trento.

 

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L’esposizione

Benvenuti al museo che racconta la storia del trasporto pubblico in Trentino e delle società che hanno dato vita a Trentino Trasporti.



UNA STORIA DA SCOPRIRE

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Il primo agosto 2016, alle ore 21.00 sarà inaugurata la nuova piattaforma girevole per locomotive alla Stazione di Fortezza.

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Il 29 luglio 2016, dalle ore 9.00 alle 13.00, si terrà il Convegno "IL FUTURO NELLE ALPI, visioni per la mobilità".

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